Autore: Editor
Il materiale della visione. Sguardi sulla realtà: vero, falso, inerzia. (Il Ponte – LXXIX lug-ott 2023)
Daniele Luti su AA (2023)
C’è quindi, da parte dell’autore, la volontà di fondare un’impalcatura linguistica e metrica che possa recuperare un minimo di regola interna alla scrittura poetica. A partire anche dalla scomposizione del sonetto tradizionale, tema sul quale l’autore si era cimentato nel suo precedente lavoro L’Ospite Perfetta (Samuele Editore, 2020).
Le vive stagioni del titolo (Editrice L’Arcolaio, 2023) sono le emozioni raccontate in questo libro, che presenta temi attualissimi: la memoria dei lager nazisti, l’ironia contro gli intellettuali supponenti, la satira sul Gruppo ’63 e sul gender linguistico, dove si distrugge un certo ideologismo del linguaggio “politicamente corretto”.
Un lavoro ambizioso che colloca Agostinelli ancora una volta (dopo la raccolta Il materiale fragile del 2021) al centro della più profonda riflessione su come scrivere poesia e sul ruolo di questo genere di scrittura nella letteratura attuale.
Daniele Luti (La Nazione, 1 settembre 2023)
Daniele Luti è italianista, perfezionato alla Scuola Normale Superiore. Ha lavorato a lungo sulla letteratura ottocentesca e novecentesca. Importanti suoi lavori su Viesseux, Pomba, Cassola.
Simone Innocenti su AA (2023)
[…] è la lingua di Agostinelli a essere la vera protagonista delle poesie. Una lingua aguzza, a volte arcaica, quasi sempre sacrale. Agostinelli fa poesia, ma fa anche una battaglia civile.
Simone Innocenti (Corriere della Sera – Corriere Fiorentino, 4 agosto 2023)
Simone Innocenti è giornalista e scrittore. Lavora al Corriere della Sera.
Vietato tossire (Liberetà Toscana maggio 2023)
Matteo Bianchi su AA (2023)
Agostinelli traccia un percorso ideale della contemporaneità indietro nel tempo, rinnovando il presente con le fondamenta musicali del passato – “in questo medioevo / umido e un poco scuro / la linea della bocca / è una maniglia d’oro” – ma senza reliquie di conservatorismo né sacrificando la spontaneità dell’atto creativo.
Matteo Bianchi (Il Sole 24 Ore, 31 maggio 2023)
Matteo Bianchi, critico letterario e giornalista.
Flora Di Legami su AA (2022)
La scrittura poetica di Alessandro Agostinelli è ironica e profonda, desolata e lieve, visionaria e sorvegliata. In tempi di accentuata insignificanza delle parole, non può non coinvolgere la cura espressiva di un linguaggio connotato da inquieta tensione ed energia fantastica.
Flora Di Legami (Quaderns d’Italià, 2022)
Flora di Legami è docente di Letteratura italiana all’Università di Palermo.
Poemi di Alessandro Agostinelli – traduzione tedesca di Antonio Staude e Gabriele Avanzinelli (Traduzionetradizione, Quaderno internazionale 20, giugno 2022)
Alberto Casadei 2 su AA (2022)
[…] al fondo della poesia di Agostinelli sta un’interrogazione non sulla necessità del viaggio verso la vita, bensì sui segni che ne derivano e sull’esito che essi possano comportare per noi. Di sicuro, una volta assodato che il “grande chiaroscuro della vita” è l’unico tema degno, da affrontare con disponibilità e astuzia, con stupore e abilità stilistica, l’importante è non cadere nel circolo delle mezze storie, di quell’accontentarsi del poco che sembra davvero l’unico madornale errore da evitare.
Alberto Casadei (L’immaginazione, marzo-aprile 2022)
Alberto Casadei è italianista e scrittore, studioso di Dante e di poesia contemporanea. Autore di saggi, romanzi e manuali scolastici, ha pubblicato per i maggiori editori italiani.
Fabio Michieli 2 su AA (2021)
La strenua fedeltà alla sua poetica, ossia l’ossessiva ricerca della e sulla parola che vada oltre la tradizione, alla quale comunque si guarda e si guarderà sempre […], si traduce in una forma di confessione che ci risparmia i troppi piagnistei che intasano e confondono da troppi anni la poesia italiana: «ogni scrittore è in viaggio/viaggia tra sé e per il mondo/e prova a venire a capo della storia./un’ambizione come quella dei condottieri/ma senza sottomettere nessuno.//noi che viaggiamo/ siamo autentici soltanto/quando percorriamo fino in fondo/il nostro essere civili con gli altri, e allora potrai volare un giorno/e per sempre./ ma nessuno sa del volo/e della responsabilità,/dell’infuturazione dello scribacchino» ci dice Agostinelli nella prima parte della poesia i canti […]. Ecco, «infuturazione dello scribacchino»: e l’attenzione cade sull’ambiguità espressa da “scribacchino” che se da un lato manifesta l’umiltà di chi ci parla ora, dall’altro ammonisce su un’intera schiera che si crede casta e che pretende di infuturarsi, verbo in cui risuona il monito dantesco pronunciato dall’avo Cacciaguida in quel passo (Par. XVIII, 98) in cui compare l’unica occorrenza del verbo parasintetico.
Fabio Michieli (poetarum silva, novembre 2021)
Fabio Michieli, italianista e poeta. Fondatore della rivista letteraria “poetarum silva”.